lunedì, 02 novembre 2009



Mi si disprezzava quando urlavo a gran voce in questo blog di essere A.C.A.B. ......

Riporto dal sito
RadioContro.

Viviamo in un Paese in cui le Forze dell'Ordine hanno licenza di torturare, di massacrare, di uccidere.
Il Caso Aldrovandi, il ragazzo assassinato dopo essere stato orrendamente brutalizzato dagli agenti in divisa, che filmando il cadavere agonizzante sghignazzavano allegramente, ci narra anche di depistaggi, falsificazione di prove e insabbiamenti a tutti i livelli, volti a coprire gli Assassini.
Nel frattempo ci sono stati i processi per coloro che al G8 realizzarono quella che Amnesty International descrisse come "La più grande violazione dei diritti umani in tempo di pace", il tristemente celebre "Massacro Cileno" in cui le Forze dell'Ordine davastarono, torturarono e al canto di "1 a Zero per noi" festeggiarono l'uccisione di Carlo Giuliani, arrivando persino ad infierire sul suo cadavere ancora caldo. (Tutti i fatti citati sono facilmente riscontrabili guardando i filmati su Youtube).
Purtroppo dobbiamo tornare a parlare di un altro ragazzo, Stefano Cucchi, ferocemente ammazzato da chi dovrebbe essere preposto a gestire l'ordine e a difendere la costituzione di una Repubblica nata dalla Resistenza Antifascista.

Questa la fredda cronaca dell'Agonia di Stefano:

Giovedì 15 ottobre 2009 Ore 23.30: Stefano Cucchi viene fermato dai Carabinieri nel parco degli acquedotti, a Roma.
Venerdì 16 ottobre Ore 1.30 del mattino: si presentano, con Stefano, presso l’abitazione della famiglia Cucchi, due uomini in borghese, poi qualificatisi come carabinieri e altri due carabinieri in divisa della caserma dell’Appio Claudio. Iniziano a perquisire la stanza di Stefano mentre questi tranquillizza la madre dicendole “tranquilla, tanto non trovano nulla”. Non trovano nulla nella sua stanza. I carabinieri a loro volta tranquillizzano i familiari, dicendo che Stefano è stato sorpreso con alcuni grammi di sostanza stupefacente addosso e che l’indomani si sarebbe celebrato il processo per direttissima nelle aule del tribunale.
Alle ore 12 circa del mattino Stefano arriva in aula scortato da quattro carabinieri. Il suo volto è molto gonfio e presenta lividi assai vistosi intorno agli occhi. Durante l’interrogatorio del giudice, si dichiara colpevole di “detenzione di sostanze stupefacenti, ma in quanto consumatore”. Alle ore 14 viene visitato presso l’ambulatorio del palazzo di Giustizia, dove gli vengono riscontrate “lesioni ecchimodiche in regione palpebrale inferiore bilateralmente” e dove Stefano dichiara “lesioni alla regione sacrale e agli arti inferiori”. I carabinieri lo conducono quindi a Regina Coeli affidandolo alla custodia della Polizia penitenziaria. All’ingresso in carcere viene sottoposto a visita medica che evidenzia la presenza di “ecchimosi sacrale coccigea, tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della deambulazione". Viene quindi trasportato all’ospedale Fatebenefratelli per effettuare ulteriori controlli: in particolare radiografie alla schiena e al cranio, non effettuabili in quel momento all’interno dell’istituto penitenziario. In ospedale viene diagnosticata “la frattura corpo vertebrale dell'emisoma sinistra e la frattura della vertebra coccigea”.
Sabato 17 ottobre Nel corso della mattinata viene nuovamente visitato da due medici di Regina Coeli i quali ne dispongono nuovamente il trasferimento al Fatebenefratelli. Da qui, nel corso della mattinata (ore 13,15), viene trasferito all’ospedale Sandro Pertini. La famiglia viene avvisata del ricovero di Stefano solo alle ore 21. Alle ore 22 circa i genitori si presentano al pronto soccorso e vengono indirizzati al Padiglione detenuti. Al piantone viene chiesto se è possibile visitare il paziente, ma la risposta che viene data ai familiari è: “questo è un carcere e non sono possibili le visite”. Alla precisa domanda rivoltagli dai genitori: "come sta Cucchi Stefano?", il piantone li fa attendere per poi invitarli a ritornare il lunedì successivo.
Lunedì 19 ottobre alle ore 12 I genitori si recano presso il padiglione detenuti e ripetono al piantone la richiesta di visitare Stefano. La risposta della sovrintendente è: “il ragazzo sta tranquillo”, ma ancora una volta viene negata ai genitori la possibilità di un colloquio con i medici, la stessa sovrintendente li invita a ripresentarsi il giorno successivo, affermando che per l’indomani l’autorizzazione sarebbe sicuramente arrivata.
Martedì 20 ottobre Alle ore 12 i genitori si recano nuovamente al Pertini, ripetendo al piantone la richiesta di visitare Stefano. Questa volta il piantone nega loro l’ingresso, dichiarando, ed è la prima volta che viene detto esplicitamente, che “sia per i colloqui con i detenuti sia per quelli con i medici occorre chiedere il permesso del Giudice del Tribunale”.
Mercoledì 21 ottobre Alle 12.30 il padre di Stefano , dopo una mattina passata in tribunale, ottiene il permesso del Giudice della settima sezione per i colloqui. Ma gli dicono che "Manca il Visto!"
Giovedì 22 ottobre Stefano Cucchi muore alle 6.20 di mattina. La certificazione medica rilasciata dal sanitario ospedaliero parla incredibilmente di 'presunta morte naturale'. Alle ore 12.30 la madre di Stefano viene a sapere della morte del figlio.
Entrambi i genitori si recano al Pertini dove il sovrintendente e il medico di turno fanno una dichiarazione allucinante quella di “non aver avuto modo di vederlo in viso in quanto si teneva costantemente il lenzuolo sulla faccia”.
Si precipitano quindi all’obitorio dell’istituto di medicina legale dove si presenta loro un’immagine sconvolgente: il volto del figlio devastato, quasi completamente tumefatto, l’occhio destro rientrato a fondo nell’orbita, l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia in modo abnorme, la schiena e gli arti spezzati, la mascella destra con un solco verticale, a segnalare una frattura, la dentatura rovinata.
Venerdì 23 ottobre Viene effettuata l’autopsia. Al consulente di parte, nominato dalla famiglia, non viene consentito di scattare fotografie. Il corpo di Stefano Cucchi ora pesa 37 Kg. Segno che oltre ad essere stato ripetutamente massacrato di botte, per giorni e giorni, è stato anche privato di cibo e acqua e, di conseguenza, ucciso anche dalla denutrizione forzata.



A chi criticava il mio A.C.A.B. dico: avete ragione. "Bastardi" è un termine riduttivo. Mille Raciti sono troppo pochi.

Adiòs.

Scritto con una sigaretta in mano e con il sopracciglio destro alzato dalla vostra Cerveza alle 19:11
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domenica, 11 ottobre 2009






A Cerveza stanno sul cazzo i pazzi. Ohhhh e finalmente l'ha confessato!

Ma no i pazzi rinchiusi in istituti con gravi problemi mentali. No. A Cerveza stanno sul cazzo i pazzi lasciati liberi per le strade, quelli vaganti. Più che sul cazzo la mettono a disagio, perchè sa che non può rispondergli anche se vorrebbe tanto farlo.
Ad esempio, nel lido che Cerveza frequentava da piccola c'era una pazza. Che non era nemmeno vecchia, avrà avuto una ventina d'anni, un pò in carne e con i capelli ossigenati. Aveva un aspetto strano, ma non si sarebbe detto che fosse pazza. E invece un giorno Bimba Cerveza, mentre era al bar per comprarsi il suo Cornetto Algida quotidiano, sente una strana conversazione tra La Pazza Ossigenata e altre due ragazzine.

La Pazza Ossigenata: "Non capisco dov'è, a quest'ora doveva già essere qua!"
Ragazza1: "Ma chi stai aspettando La Pazza Ossigenata?"
La Pazza Ossigenata: "Il mio ragazzo! Giuro che se è stata la sua ex a trattenerlo di nuovo la ammazzo!"
Ragazza2: "La Pazza Ossigenata hai un ragazzo? Ma non ce l'hai mai detto! Come si chiama?"

La Pazza Ossigenata: "Dawson!"
Ragazza1 & Ragazza2: "..."
La Pazza Ossigenata: "Si! Mi aveva detto che oggi si doveva vedere con Pacey, ma giuro che se quella stronza di Joey si è messa nel mezzo stavolta la ammazzo definitivamente, non mi limito a menarla come la volta scorsa!"
Tutto il Bar: "..."
Ed era abituale anche il vederla conversare da sola seduta ad un tavolo vuoto.

Poi, sull'autobus! Si incontrano più pazzi su un autobus nell'ora di punta che in una clinica nel pieno dell'attività. Sul bus della sua etnea città, Cerveza ha incontrato più e più volte due personaggi particolari:
AttentaAlLadro e MondoMignotto. AttentaAlLadro è una vecchietta tranquilla, normale e pacifica, se non fosse per dei fugaci attimi di follia omicida in cui si mette urlare "I ladri, I ladri! Il mondo è pieno di ladri! Stai attenta stai attenta ai ladri!!!" e inizia a dare pedate ai maschi che le capitano a tiro.
MondoMignotto invece è un 50enne un pò trascurato che dà della mignotta a tutti gli esseri femminili sull'autobus. Anche _Moemi_ l'ha incontrato una volta, e MondoMignotto l'ha così apostrofata "Buttana, si buttana! E Buttana to mamma ca ti fici buttana!" (Traduzione: Mignotta, sei una mignotta! E mignotta anche tua mamma che ti ha fatto mignotta!).

Ieri, Cerveza ha incontrato ben due pazzi.
Il pomeriggio, uscita da lavoro, aspettava che Fidanzato la passasse a prendere (si è già detto che Fidanzato è parecchio geloso e paranoico, lei vorrebbe e potrebbe tornare a casa da sola, ma non le è consentito). Mentre aspetta vede in lontananza un 60-70enne che cammina verso di lei borbottando tra sè e sè.

Cerveza pensa: "Ecco, ci risiamo, il solito pazzo che si metterà a parlare con me".
Difatti, immancabilmente, il tizio in questione si ferma davanti a Cerveza e le dice "Ecco, giovane, stai vedendo che cosa c'è in giro? Se ci fosse Berlusconi qua, ah! Se ci fosse Berlusconi qua!!" e se ne va.
Il dubbio di Cerveza è: ci fosse Berlusconi qua: lo lapideremmo all'istante, oppure ci fosse Berlusconi qua: lui risolverebbe le cose? No perchè, c'è da pensarci.
La sera, uscita con Fidanzato, si mette in fila per il bagno nel pub di turno.

Digressione non acculturata.
Cerveza ha un rapporto particolare con la pipì. Ebbene si cari lettori, è ora che voi sappiate anche questo. La bevanda preferita di Cerveza è l'acqua: non beve così tanto perché ha sempre sete, beve così tanto perchè le piace il gusto dell'acqua. E, di conseguenza, beve anche tre litri di acqua al giorno. E, di conseguenza, va almeno 10 volte al giorno a fare pipì. Se poi la sera, oltre alla quantità esagerata di liquidi ci aggiunge anche due, tre birre, c'è da scommetterci che andrà in bagno 5 volte ogni quarto d'ora. E non è una cosa che può trattenere: una volta, in fila in autostrada, è stata costretta ad aprire tutti gli sportelli della macchina e a farla in corsia d'emergenza. E se non era un'emrgenza quella...
Fine Digressione non acculturata.

Dicevamo, è in fila per il bagno (che, come sempre nei momenti di necessità, è occupato). Esce l'occupante e già Cerveza si insospettisce:
OccupanteBagno è una signora sulla 60ina che non dovrebbe essere già di suo in un pub pieno di vent'enni alle due di notte, ma poi va bè, ognuno fa quel che gli pare; ha una massa di capelli corvini che le cadono fino in vita e una pelliccia dello stesso colore (Pelliccia? Con 25 gradi?) che lascia intravedere solo le scarpe: due anfibiozzi molto molto punk. Cerveza si avvicina per entrare quando l'OccupanteBagno la blocca trattenendola per un braccio e le dice (come se stesse per rivelare la presenza di un cadavere tagliato a metà)  "Stai attenta che non c'è carta igienica!!"
Cerveza: "Vabbè, non è un problema, ho i fazzoletti..."
OccupanteBagno (che ancora la tiene per il braccio, e tutti voi lettori assidui sapete che è l'ultima cosa da fare a Cerveza): "Beata te! Io meno male che avevo la camicetta e ho usato quella, se no!"
Cerveza: "..............Mi lasci. Subito."

Perché hanno chiuso i manicomi? Perchè?

Adiòs!

Scritto con una sigaretta in mano e con il sopracciglio destro alzato dalla vostra Cerveza alle 17:07
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sabato, 10 ottobre 2009

 


Non ci si può fare niente, Cerveza è nottambula.

Non so se anche alle persone normali capita così, ma io mi ci ritrovo spesso. Sarà l'abitudine ad avere un blog ormai da più di 5 anni, sarà la passione per la scrittura e la parlantina sciolta, ma mi capita spesso, spessissimo, di sentire di avere qualcosa da dire. Ma non sapere cosa.
Quindi ho deciso che, come già successo altre volte, scriverò a vuoto nella speranza di un'illuminazione, scriverò di niente in particolare, cioè di tutto. Tutto è niente, adoro questo proverbio. O modo di dire, non credo sia un proverbio. Pensateci: se parli di tutto in realtà non stai parlando di nessun argomento, perchè non è il tutto che fa le cose, sono i dettagli, le sfumature, le piccole cose, le piccole crepe, le venature, le differenze. I dettagli sono una cosa a cui nessuno fa più caso, vanno tutti per schemi stereotipati, nessuno si chiede più il perché di niente. A me viene ancora di farlo. Mi chiedo il perché di un determinato lampo negli occhi, mi chiedo il perché di un erroneo sfiorarsi, mi chiedo perchè gli occhi del mio interlocutore tradiscano le sue parole. Me lo sono sempre chiesto e l'ho sempre capito. L'empatia è uno dei miei più grandi doni. So sempre cosa stai provando, so sempre cosa stai pensando, che me ne importi o meno è un altro discorso. Sono una brava lettrice. E un tempo ero anche una buona amica, un'ottima amica, la migliore. Amica di tutti, adorata da tutti, invidiata da tutti, tutti mi chiedevano aiuto, tutti mi chiedevano un consiglio, una opinione, come se la mia decisione avrebbe potuto rivoluzionare le sorti dell'umana stirpe. Un tempo era così, ma adesso non più. Adesso sono sempre un'ottima amica, la migliore amica, è solo che non mi consentono di esserlo, è che tutti hanno sempre qualcosa di importante da fare. Molti mi vogliono bene ma non mi sento più necessaria, sono come una madre che ha portato alla piena maturità i suoi figli e poi se ne è pentita, perché gli manca il prendersi cura di loro. Mi sembra di inserirmi sempre in storie già scritte, di cercare di ritagliarmi un angolo dove non c'è più posto, mentre prima la regista ero io. Quand'è che ho smesso di essere utile alle persone che mi sono care? Due anni fa, mese più, mese meno. Per troppo tempo, come una stupida, mi sono lasciata trascinare in un mondo che non era il mio, costretta a tagliare i ponti con tutti i miei vecchi legami, e quando sono ritornata ho trovato il quadro cambiato: i miei vecchi legami si erano arrangiati senza di me, e senza di me ci riuscivano benissimo. Ho cercato, per tutto questo tempo, con le unghie e con i denti, e metà della mia solita dignità, di recuperare quello che avevo, ho recitato con una maestria senza eguali il ruolo del giullare di corte, di specchio per le allodole, per provare ad attirarvi di nuovo a me. E per un pò ci sono riuscita, ma sempre poco, e sempre a tratti. Adesso devo semplicemente rassegnarmi, devo semplicemente lasciarvi andare, devo sciogliere le briglie e galoppare senza cavalcatura, nel vento, nei ricordi, nel lampo di un sorriso occasionale. Da adesso smetterò di attirarvi, di cercarvi, di spronarvi, di rincorrervi. Mi sono fermata, adesso non sono più volatile, non sono più pronta a graffiare, non sono più in fuga da niente. Adesso sono stabile, adesso sono l'amica da cui andrete voi quando le vostre forze non vi basteranno più come prima, un porto sicuro, una buona amica, un'ottima amica, la migliore. Ma soltanto se sarete voi a tenderle la mano per primi.

Ecco cosa dovevo sputare fuori, adesso va decisamente meglio e posso tornare a fare cose di poco conto come giocare a Pet Society su Facebook.
Tranquilli, lo sapete che le confidenze di Cerveza capitano si e no una volta l'anno. Prima di lunedì doppio appuntamento con la Referrer List della settimana e con Solo risposte serie (devo riposare il cervello, mi ero disabituata a scrivere).

Adiòs!

Scritto con una sigaretta in mano e con il sopracciglio destro alzato dalla vostra Cerveza alle 02:00
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mercoledì, 07 ottobre 2009




E' tardi è tardi è tardi!

E' tarda l'ora, è tardi per scrivere sul blog (l'ultimo post risale al 29 agosto, per dio), è tardi perchè Cerveza si riduce all'una di notte per scrivere, è tardi per chiedersi il perchè del cambiamento del sito splinder dal dubbio gusto estetico.
Scusate la prolungata assenza baldi giovini, ma dovete sapere che Cerveza non c'è stata proprio, nè di testa nè materialmente. L'ultimo post è stato scritto il 29 agosto, due giorni dopo è partita in vacanza con Fidanzato per una settimana, poi per un'altra settimana ha sfruttato le ferie (di lui, Cerveza è un parassita della società XD) e poi, successivamente, le era finito l'abbonamento Vodafone e i soldi per rinnovarlo si sono ritrovati solo di recente. Ma nonostante si trovino i soldi non si trova il tempo, poiché nel frattempo Cerveza ri-frequenta le lezioni all'università di mattina svegliandosi tutti i giorni alle 6 e i pomeriggi lavora fino alle 8 di sera, cioè sta fuori 14 ore. e tutto ciò andrà avanti almeno fino al 6 novembre...Peccato che il 4 le scadrà nuovamente l'abbonamento Vodafone XD
Indi perdonatemi se vi siete ridotti a leggere e commentare post di due anni fa, ma Cerveza ormai è a casa solo per dormire, sta aggiornando il suo amato blog sottraendo preziose ore al suo sonno (e anche perchè oggi si è svegliata alle 11 quindi di dormire non se ne parla manco a mazzate).
Potrebbe avere aneddoti da raccontarvi ma adesso non le vengono in mente, però giusto per farvi dormire bene stanotte vi dirà perché ride da tre quarti d'ora di fila:
Facebook.
Già detto che Cerveza non si fa scappare nemmeno un social network, quello che finora non ha detto è che dal suddetto s.n nè è stata totalmente inghiottita, quindi via a test cazzoni (Che giorno ti sposerai?), applicazioni discutibili (Fati giudicare dal Dottor Cox di Scrubs), e indiscusse perle di saggezza ("Puoi dire ad un uomo ti odio e farci una grandiosa scopata. Prova a dirgli ti amo e non lo vedrai più" Samantha di Sex and the City). Ma adesso Cerveza sta ridendo perchè ha trovato il seguente gruppo:

"Caro dio, ti ho chiesto di portarti via quello che si faceva le bambine, e ti sei portato via Micheal Jackson. Ti hochiesto di portarti via quello con i capelli finti, e ti sei portato via Mike Bongiorno. Adesso ti allego una foto, così è sicuro che non sbagli più:



Con affetto, il popolo italiano!"

(Nota di Cerveza: dopo Michele Jackson e Michele Bongiorno, tu su chi scommetti? Santoro, Cocuzza o Zarrillo?)

Adiòs!

Scritto con una sigaretta in mano e con il sopracciglio destro alzato dalla vostra Cerveza alle 01:20
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sabato, 29 agosto 2009




Ou iea, è tornata siori e siore.

La rubrica:

SOLO RISPOSTE SERIE, GRAZIE!

Vediamo i casi umani proposti oggi.



Salve a tutti! C'è qualcuno fra i maschi che sa masturbarsi e eiaculare senza toccare il pene? Ho saputo che alcuni ci riescono.
Grazie

Certo....Io ho sentito di donne che riescono a rimanere incinte senza lo sperma.


ciao ragazzi! ho bisogno di un consiglio. Ho 14 anni. io e la mia ragazza abbiamo fatto sesso e senza volerlo l'ho messa incinta. noi ora non sappiamo che fare perchè lei abortire non vuole e nemmeno io. abbiamo pensato che forse rifacendo sesso il figlio non nasce...ma è vero?? perfavore rispondete perchè sto proprio nei casini. ho bisogno di consigli. grazie ciao

No...ma...siete seri??


Ciao a tutti raga ho proprio bisogno del vostro aiuto
io alla mia ragazza ho fatto una penetrazione con le DITA COMPLETAMENTE PULITE. dopo qst penetrazione (lei a avuto l orgasmo) ed io ho continuato a "TOCCARLA" ancora per poki minuti...(ovviamente con le dita BAGNATE DAL SUO ORGASMO)...volevo sapere da voi dopo tutto qst e possibile che lei possa rimanere incinta?
Grazie

Un pezzo tratto dal film : " La vita senza un pene"....


ciao,la mia amica si è messa vicino allo specchio per vedersi l'imene ma non è riuscita a vederlo!!secondo voi poteva essersi rotto?rispondete x favore

No, è solo timido..


Ho 24 anni e sono una ragazza. Ieri sera ero ferma al semaforo con la mia auto e sono stata affiancata da un bel ragazzo, moro e con gli occhi azzurri. Sarà stato il suo Suv, sarà stata la sua abbronzatura, non so.... forse anche il fatto che sono 6 mesi che il mio ex mi ha lasciata... ma quel ragazzo mi ha colpito! Al semaforo successivo il caso ha voluto che ci affiancassimo di nuovo... allora io, con una scusa orribilmente falsa, gli ho chiesto un'indicazione stradale... Poi ho fatto quella faccina un po' così, di una ragazza abbandonata che non sapeva dov'era... e lui si è offerto di accompagnarmi con la sua auto: "tanto ho il navigatore". Sono salita sulla sua auto e ci siamo messi a chiacchierare... alla fine siamo finiti in periferia e gli ho dato il c.... da dietro... E' stato stupendo... forse è stato il gusto di riprovare il pene dopo tanti mesi, forse l'aperitivo fatto con le amiche qualche ora prima... ma il sesso occasionale è la cosa più bella del mondo, non fosse che per quel gusto di proibito che lo accompagna. Provate quest'esperienza, amiche lettrici: non ve ne pentirete! ;-)

Ma si care amiche provate anche voi a salire nella macchina di un perfetto sconosciuto di cui sicuramente c'è da fidarsi, perchè no?? E' la cosa più bella del mondo .....


Confesso che secondo me l'amore è roba per froci. Con le donne bisogna solo scopare,altro che ralzioni serie. Se uno non ci riesce perchè non ci sa fare può andare a puttane.. Io ho sempre pensato così e ora ho 35 anni e sono tranquillo e soddisfatto

Invito tutte le lettrici del blog a inveire contro 'sto stronzo...!


confesso di nn sapere se la pillola anticoncezionale faccia ingrassare...nn vorrei diventare una balena:-(

La gravidanza, invece, fa dimagrire... (e parlarne con un ginecologo fa rimanere incinta)



Avete mai avuto un partner con le zecche?

Forse a Tarzan, con Cita, è capitato...



confesso che finalmente la mia ragazza mi han fatto un pompino con l''ingoio... il migliore in assoluto, mi ha succhiato l''anima e se l''è bevuta tutta... ho deciso che me la sposo!!!

E quando ti concederà un magnifico rapporto anale che cosa farai?


scusate l'ignoranza ma da cosa si capisce che un ragazzo è vergine??

Se è nato dal 22 agosto al 22 settembre, honey.


la ragazza che frequento mi ha donato questo piacevolissimo piacere(scusate il gioco di parole) e ed ogni volta che facciamo l'amore le capia di venire ed eiaculare 3-4 volte. premetto che la quantita di liquido è davvero copiosa, credo attorno ai 30 cl ultimamente(in totale, ma forse anche molto di più...
il problema è: il materasso. okkei, le lenzuola si cambiano, il piumino anche, a terra passo lo straccio, ma con il materasso come faccio? ultimamente ho usato un asciugamano sotto di noi....(come quando lei ha il ciclo), ma non basta, la quantità è tale che è già la terza volta che devo girare il materasso e la mattina mettere tutto all'aria...un vero casino...
che consigli(seri) potreste darmi.
specifico che quella di mettere un telo di plastica sotto di noi è davvero poco romantico nonchè poco piacevole, subito dopo staremmo a fare il bagnetto(che sia io o lei sotto).
grazie

Compra un materasso ad acqua e lascialo riempire a lei.....


Adiòs!

Scritto con una sigaretta in mano e con il sopracciglio destro alzato dalla vostra Cerveza alle 17:04
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mercoledì, 26 agosto 2009

Ok, Cerveza non aggiorna da quasi un mese.
E cheffà, vi sono mancata?
Dovete sapere che da giorno 13 ha casa libera, indi ha avuto molto, molto, molto da fare.
Molto, da fare(si).

E quindi, a meno che non vogliate un resoconto della sua vita sessuale e una classifica delle sue posizioni preferite (meglio di no, nevvero?), vi dovrete accontentare di, udite udite, un test.
Non ho mai messo test in questo blog (a parte i Meme), ma questo mi è piaciuto particolarmente.

E soprattutto, è dal 30 luglio che non scrivo, e che cazzo.
E test sia!



10 cose che in questo momento vorrei poter dire a 10 persone (senza fare nomi):

1. Vorrei sapere da che parte stai. E se quello che avevamo lo potrò recuperare.

2. Potresti anche piantarla di spuntare ancora nella mia vita. Non sei più il benvenuto, e credo tu mi abbia usato abbastanza, cheddici?

3. So che mi vuoi bene, ma sappi che non siamo più le stesse di prima. Ti ho fatto allontanare troppo l'anno scorso e recuperare è più difficile di quel che pensavo. Ma giuro che ci riuscirò.

4. No, ma davvero? Lei e non me? E io che pensavo fossimo amici!

5. Ma tu non eri quella che la criticavi? Com'è che ora siete migliori amiche? Vi ha avvicinato l'odio comune per me? XD

6. Io entrerò nella tua cerchia, perchè sei una persona speciale e ti voglio con me.

7. Lo so quello che provi e sai quello che provo io, ma il tuo passato mi terrorizza. Non so cosa potrei fare se dovessi perderti. (questa si capisce a chi è indirizzata però XD)

8. Sai di me soltanto il mio nome e ti permetti di giudicarmi? Ma sparati, fallito. Se c'è uno stronzo qui sei tu.

9. Sappi che non aspetto altro che tu sbagli a parlare in mia presenza, ho giusto giusto un 7 mesi di stress da sfogare.

10. Smettila di mordermi le scarpe! (questa era per il mio cane XD)



9 cose che non sapete di me:

1. Appena sveglia non riesco a piegare la testa all'ingiù. Non chiedetemi il perché, non lo so. Comunque è questo il motivo per cui le mie amiche mi sfottono dicendo che sto sempre con la testa all'insù, e con aria alquanto malandrina: ormai mi sono abituata a non abbassarla mai.

2. Quando mi lavo la faccia la mattina faccio delle bolle soffiando col naso il sapone. Lo so, terrificante.

3. Se non vedo il cielo grigio almeno una volta a settimana cado in depressione: sono metereopatica al contrario, odio il cielo limpido e il sole.

4. Non ho ancora capito che rapporto ho con la competizione, perchè da un lato mi intriga e sono sicura di vincere, dall'altro mi terrorizza perché sono sicura di essere un rifiuto della società buono a nulla. Però finora ho sempre vinto.

5. Faccio a botte come un uomo, e lo faccio non appena ne ho l'occasione. Le donne normalmente iniziano ad azzuffarsi tirandosi i capelli, io sono stata svezzata da due fratelli più grandi: pugni e gomitate in piena faccia e in pieno stomaco. Bei tempi quelli in cui facevo lo scalpo alle fighette della mia scuola *_*

6. Sono aracnofobica all'ultimo stadio, e la mia è una fobia patologica congenita, cioè senza cura e senza una causa scatenante all'origine. Se vedo un ragno (mi fa schifo anche solo scrivere la parola), il mio sistema nervoso e quello respiratorio vanno in tilt, mi blocco e non riesco più a muovermi, non riesco più a respirare, e dopo un paio di secondi inizio a piangere in piena crisi isterica. A volte urlo, ma il più delle volte non mi esce la voce. E se me ne ritrovo uno addosso vado in stato di shock e svengo, e quando mi risveglio tutti quelli attorno a me hanno la sembianza di ragni giganti. E ri-svengo. Così via fino a quando non si resetta il cervello (o muoio).

7. Ho fatto 8 anni di ginnastica ritmica a livello agonistico, poi mi sono ritirata perchè con l'avvento del liceo non riuscivo più a conciliare 10 ore di allenamento con lo studio. E l'essermi ritirata è la cosa che rimpiango di più della mia vita, anche se le mezze punte mi han causato l'alluce valgo.

8. Non riesco a camminare correttamente su una superficie piana liscia e regolare. Inciampo in continuazione. Figuratevi in un terreno dissestato (di cui è piena la mia amata città).

9. In realtà io sono dio.


8 modi per conquistarmi:

1. Non criticarmi mai.

2. Farmi spesso regali, farmi sentire che sono sempre nei suoi pensieri, riempirmi di attenzioni.

3. Farmi sentire speciale, unica, inimitabile e assolutamente invidiata.

4. Comprarmi un pacchetto di Marlboro light morbide almeno una volta a settimana.

5. Suonare per me, o dedicarmi una canzone o una poesia.

6. Sorprendermi, la cosa più difficile dell'universo.

7. Sapermi prendere nella settimana pre-ciclo. Mi incazzo se vedo un semaforo rosso, mi incazzo per qualsiasi minchiata, e mi incazzo FORTEMENTE. Lui deve semplicemente assecondarmi come si fa con i pazzi. Non chiedo altro.

8. Deve dimostrare di capirmi come nessuno mai. Parlarci senza bisogno di parole, ma solo a sguardi.



7 cose a cui penso spesso:


1. Ma in sostanza che futuro mi aspetta? Cosa farò da grande?!

2. Devo imparare ad andare in bicicletta, perché patente non me ne voglio prendere, oh!

3. Esigo una sigaretta.

4. Voglio andare a vivere in Irlanda.

5. Ma chi verrà al mio funerale? E come si comporteranno? Come saranno dopo? Perché non lo posso sapere??

6. Voglio andare al cinema.

7. Sesso, adesso.



6 cose che vorrei non aver mai fatto:

1. Aver abbandonato la ginnastica ritmica (di cui sopra)

2. Essermi iscritta al Cutelli e non allo Spedalieri. (I due licei classici della mia città, il primo, quello in cui sono andata, popolato da fighetti e figli di papà, il secondo, quello in cui sarei dovuta andare, pieno di fricchettoni. Sarebbe stato un periodo felice *_*)

3. Sesso per vendetta.

4. Far piangere le persone a cui voglio bene (sono una stronza, che ci posso fare?)

5. Aver mischiato due moment e due vodka lemon. MAI PIU', MAI PIU'.

6. Aver preso una chiavetta vodafone.



5 cose che mi disgustano in un ragazzo:

1. L'ignoranza.

2. L'acne.

3. La tendenza a diventare branco se sono presente più di due esemplari del suo stesso sesso.

4. Il maschilismo.

5. Che alzi le mani.



4 cose che mi eccitano in un ragazzo:

1. Parlerò solo del MIO ragazzo, gli altri sono esseri inutili. Ebbene si, il vederlo fumare. Fuma in un modo che...ommioddio XD

2. La sua faccia e i suoi versi quando facciamo l'amore.

3. Il suo profumo.

4. Il guardarmi come se fossi la cosa più bella e sexy dell'universo conosciuto e non.



3 smiley che definiscono la mia vita:


1. XD.  In prima posizione, assolutamente.

2. u.ù   Mi si addice troppo.

3. *_*


2 cose da fare prima di morire:

1. Andare in Irlanda. Assolutamente Irlanda.

2. Levarmi tutti gli sfizi del mondo. E fare un figlio.



1 confessione:

Era troppo che non aggiornavo sto blog, non lamentatevi e ringraziate che non passi il testimone XD

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giovedì, 30 luglio 2009



Tutti volere Pinguino Delonghi.



La famiglia di Cerveza è estrosa.
Originale, con la battuta pronta, dalle idee fantastiche.
Tutti, chi più chi meno. E con due birre in corpo tutti allo stesso modo.
Dovete capire che è colpa della sua famiglia se Cerveza è pazza. Volete qualche esempio?
Iniziamo dalla più anziana, la nonna. Nonna di Cerveza non utilizza la normale lingua italiana, ma la forgia continuamente a furia di azzeccati neologismi. Bambina Cerveza, come tutte le bambine della sua epoca, aveva il Tamagotchi, quella specie di uovo con dentro un animaletto interattivo a cui dovevi dar da mangiare, pulire e giocare. Insomma, dovevi badarci. Eccola lì genialata.
"Cerveza, ti sta suonando il Badagogi"
"Nonna...?"
"Il Badagogi! Non si chiama così? Ci devi badare!"
Ovvio, lapalissiano, e matematico.
Gli zii di Cerveza (come tutti in famiglia) hanno un'opinione su tutto. Anzi, una giusta opinione su tutto. Cerveza ricorda ancora una cena in famiglia in cui si parlava di omosessualità. Le opinioni sono andate da:
"Vabbè, anche se amore gay sempre amore è!" di Cerveza e Mamma di Cerveza
attraverso
"Ma cosa sono i gay?" di Nonna di Cerveza
continuando con
"A me non mi interessa cosa sono e cosa fanno, basta che mi stanno ampiamente lontani" dei fratelli e cugini/e di Cerveza
fino a concludere con
"Macchì! Su malatii!" (Sono malattie) degli zii di Cerveza.
Conciso, semplice e diretto.
I fratelli di Cerveza sono capaci di far 7 battute a sfondo sessuale al minuto.
Ma la migliore resta Mamma di Cerveza.
Mamma di Cerveza è capace di fare umorismo su qualsiasi -QUALSIASI- cosa, con battute che ti colgono alla sprovvista e tu non sei nemmeno capace di capire se quella battuta fa ridere o piangere.
Due esempi pratici?
I due fatti si svolgono entrambi davanti al congelatore (evidentemente luogo ideale per fare freddure ahahahaha...ok basta).
Episodio numero uno.
Fratello interista di Cerveza è davanti al congelatore aperto. Si trova davanti all'incirca 436 involucri di carta stagnola (dovete capire che Madre di Cerveza, se potesse, congelerebbe anche la prole). Tra questi 437 (perchè Cerveza nel frattempo è passata di lì e ci ha buttato dentro qualcosa) deve trovare la carne di tacchino, il suo pranzo. Cerveza lo vede lottare con le carote tritate, inveire contro le cosce di pollo, piangere davanti agli insulti che gli proferiscono i ghiaccioli, chiedere aiuto al sedano, ma niente, non riesce proprio a trovare sto tacchino. Allora (come tutti gli uomini mononeuroni che non sono capaci di ritrovarsi gli occhiali da sole che hanno in testa), chiede aiuto alla mamma.
"Mamma, ma si può sapere qual'è il tacchino?"
"Quello che fa "glu glu" "

...

Episodio numero due.
Premessa. Cerveza ha gusti particolari in fatto di gelati. Più sono semplici e più le piacciono. Cornetto algida (classico) e Cremino la mandano in estasi, mentre ancora piange ripensando alla sofferenza di aver perso per sempre la coppa Music.
Comunque, giorni prima, madre di Cerveza le dice di aver comprato una confezione di Cremini (i famosissimi "Pinguini"). Stremata dal caldo, successivamente Cerveza si ricorda all'improvviso dell'esistenza di questi gelati e apre il congelatore per prenderne uno. Nei 378 involucri (nel frattempo son diminuiti) Cerveza non scorge niente di somigliante a un gelato al cioccolato dolce un pò salato. Madre di Cerveza la guardava in silenzio e rideva sotto i baffi (stava preparando la sua battuta).
"Mamma, dove sono i Pinguini?"


Anche io me le vado a cercare eh?

Adiòs!

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domenica, 26 luglio 2009

Si, si, Cerveza è viva ma è senza internet.

E non me li avete regalati i 25 euro per ricaricare la chiavetta Vodafone, che volete?

Cerveza è viva, non ancora abbronzata, schiava di The Sims 3 e, in questo istante, con addosso il suo cane che pesa cinque chili in più di lei. Converrete con me che queste non sono condizioni ideali per scrivere.

Detto ciò cercherò di farmi viva più che posso, che mi mancano tanto il mio blog e i vostri commenti! Comportatevi bene e mettetevi la maglia della salute. Tante cose fresche.


Adiòs

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giovedì, 18 giugno 2009




Sapete, è che Cerveza si affeziona alle cose più impensabili, difficilmente alle persone che ha accanto a sè.

Cerveza si affeziona ai suoi Dylan Dog, tutti i 273 numeri più i vari extra e speciali. Ne rilegge tre almeno una volta a settimana.

Cerveza si affeziona ai quaderni delle superiori, persino a quelli di chimica e greco (mai a quelli di matematica), e li conserva. Ha un ripiano nella scrivania stipato di roba del liceo (in primis i diari smemoranda) e non li butterà mai. Anche perchè nonsisamai potrebbero tornare utili.

Cerveza si affeziona agli ombrelli, e anche ad agosto ne ha uno sempre in borsa. Ne aveva uno con su stampato un campo di quadrifogli e, ad intervalli, delle margherite bianche. Le margherite bianche sono i suoi fiori preferiti, e i quadrifogli le ricordano tanto l'Irlanda, il suo paese preferito, dove vorrebbe tanto andare a vivere. Quindi era un connubio perfetto.  Il suddetto ombrello Cerveza lo perdette ad aprile, in una pizzeria dove si era recata con Fidanzato ed altri amici. Si accorse di non averlo più ormai sulla strada del ritorno, e pianse calde lacrime.

Cerveza si affeziona alle borse. Su 100 vestiti solo 5 resistono al cambio di stagione e tutti gli altri vengono dati via, ma ci sono borse che Cerveza ha da quando andava alle medie, e non le butterebbe per nulla al mondo. Le cambia spesso e volentieri, è raro vederla due sere di seguito con la stessa borsa, ma non lo fa per fare sfoggio o millantare moda: semplicemente ritiene senza cuore il prediligere una sola borsa, mentre le altre restano stipate al buio nell'armadio. Quindi fa prendere a ciascuna una boccata d'aria a sera.

Cerveza si affeziona agli orologi. Quello che ha adesso poi, lo adora. Ha il cinturino di pelle bianco e il vetro a prisma, e come sfondo c'è un cielo nero puntato di stelle madreperlacee con la luna che fa capolino una volta al mese, a seconda delle fasi lunari. Ha conservato persino l'orologio flik flok che sua madre le aveva regalato a 6 anni per insegnarle a leggere l'ora. (Bellissimo questo, lilla con dei cuoricini fucsia e due cigni a formare un cuore nel centro.)

Cerveza si affeziona agli elettrodomestici. Il televisore che manda i colori sfalsati se l'è fatto mettere in stanza, non avrebbe tollerato l'idea di gettarlo.

Cerveza, soprattutto, si affeziona ai personaggi della pubblicità. Ma non a tutti eh?, ma ce ne sono alcuni che vedi per anni anni e anni, e poi all'improvviso li tolgono e ti resta come un vuoto.

Che cazzo di fine ha fatto Kaori, della pubblicità del Philadelphia???
Quella semi giapponese/cinese/coreaa che faceva ginnastica nella spiaggia e non si capiva che ruolo avesse in quella famiglia di ricconi. Colf? Ragazza alla pari? Studentessa erasmus? Fatto sta che io rivoglio Kaori. Che cazzo di fine ha fatto?!

Oppure, il mitico, splendido, incredibile maggiordomo per eccellenza: Ambrogio! Lui, che con il suo self control invidiabile alla frase "Ambrogio, ho voglia di qualcosa, ma non so cosa" era capace di rispondere "Ma si prenda un Ferrero Rocher" anzichè "Ma si allippi a sto cazzo!". Dov'è Abrogio? Dov'è?

O il vecchio capitan Findus!!! Adesso hanno messo una snello 30enne dai capelli neri, ma a me manca il vecchio marinaio dai capelli canuti che sfidava i suoi reumatismi pur di farti avere filetti di merluzzo ottimi!

O il sorriso da coniglio del vecchio bambino delle barrette kinder!!!

Perché ci avete tolto questi individui??
Perchè??




Adiòs!

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domenica, 31 maggio 2009




Ma in effetti Cerveza ha poche fortune nella vita.
Troppa sfiga che la perseguita.
Parliamo del suo segno zodiacale ad esempio: i Pesci.
Cerveza è dei pesci (nata il 20 febbraio, il primo giorno dei suddetti), e i pesci sono il dodicesimo segno dello zodiaco: l'ultimo.
Ora, avete idea cosa significa per Cerveza ascoltarsi il suo oroscopo?
Significa sorbirsi 45 minuti di tiritera su tutti i segni dello zodiaco, con l'astrologo di turno che raccomanda loro persino ricette e il colore da usare per i calzini, e dopo 45 minuti 45, arriva ai pesci e, ormai stremato, si limita a dire:
Ora passiamo ai pesci. Cari nati sotto il segno dei pesci, Tutto bene.
Arrivederci a domani.

Cioè, è frustrante!

Oppure, vogliamo parlare della squadra preferita di Cerveza?
Cerveza tifa Juventus.
Che oggi dire "tifo Juve" è come dire, due anni fa, "tifo Inter".
Il suo calciatore preferito parla con gli uccelli, insomma!

Le sue sigarette preferite sono le Marlboro light: una marca tra le più care (io son rimasta a 4,50€ a pacchetto, poi non so).

Cerveza è di sinistra. Estrema sinistra. Così tanto a sinistra che quasi quasi torna a destra. Direi che non ho bisogno di aggiungere altro a questo.

Cerveza è iscritta a Scienze della comunicazione, la facoltà più inutile del mondo che non le farà mai trovare un lavoro. E vuole fare la giornalista, è più facile diventare velina.

Cerveza è rossa, quindi fin da piccola si è dovuta sorbire tutti i Rosso malpelo della circostanza, le ustioni d'estate anche con la protezione 90, le lentiggini sul naso. E poi, gli uomini preferiscono le bionde ma sposano le more. E le rosse??? Amanti a vita? O le veline ad esempio. La mora e la bionda. E le rosse???? Questa è pura discrimanzione, oh!

Cerveza è in miniatura. E' alta un metro e sessantacinque centimetri, pesa 48 chili, ha la seconda di reggiseno, le mani piccole, i piedi altrettanto, lo spessore del costato insignificante e la forza di un gattino (a parte quando si incazza che si trasforma nell'incredibile Hulk.) Insomma, a parte la pancia perfetta e l'assenza di tette, somiglia un pò alla Eva Longoria (ho detto un pò, non rompete). E per contro le è sembrato logico trovarsi un Fidanzato di un metro e ottantacinque, che pesa quasi 30 chili più di lei e che la solleva come lei solleva una barbie.
Potrebbe anche rompersi.

Cerveza non mangia pesce, mangia solo crostacei: ora fate la differenza tra un chilo di alici e un'aragosta e capirete perchè il suo Fidanzato le dice che cosuma più di una Ferrari con il freno a mano tirato.

E, ricollegandosi al segno zodiacale, è molto lunatica e quasi sempre insoddisfatta.
E la sua pietra è, neanche a dirlo, il diamante.

Cerveza è siciliana, quindi deve sorbirsi tutti i "mafiosa" della circostanza, tutti i "terrona" che le buone maniere impongono, e ogni "delinquente" che le vien detto in amicizia.

Ha la pelle secca, quindi deve immergersi in un vasetto di crema Jonson (come minchia si scrive?) almeno due volte al giorno. E la suddetta crema non costa come l'acqua.

I suoi capelli non sono nè lisci nè ricci, deve essere lei a dar loro una forma decente, altrimenti assomiglierebbero alla criniera di un leone.





...Però in compenso ha un bel sedere.

Adiòs!

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giovedì, 14 maggio 2009

LaCapa dice che quando scrivo di getto scrivo benissimo.
Sarà vero?



"Posso dire che, per la prima volta in vita mia, sono davvero davvero felice."

E se invece non lo fossi?
Cioè, ho tutte le basi per esserlo. Sono felicissima di amare ed essere ri-amata allo stesso modo, sono felicissima di aver riallacciato vecchie amicizie, sono felicissima di averne allacciate di nuove, sono felicissima e soddisfattissima della mia attuale vita.
Ma se ci fosse altro?
Ecco cos'è. C'è altro. C'è un fantasma che mi porto dietro da sei mesi, c'è una situazione in sospeso che per quanto possa mettere a dormire, basta un niente e torna a martellarmi in testa.
Basta vederti di sfuggita per un minuto, e vedere la mia e la tua indifferenza cozzare come due macigni. Ci sono le spiegazioni che non mi hai mai dato, e quelle che non ti ho potuto dare io. C'è la comprensione che cercavi e non ho saputo (nè voluto) darti, e la comprensione che mi avresti potuto dare se fossi rimasta al mio fianco. Forse mi illudo, ma non ne sono così sicura. Perché per come era il nostro rapporto tu saresti stata la prima a cui avrei confidato tutto, la prima a cui avrei chiesto un parere, la prima che avrei ascoltato. E, per come era il nostro rapporto, mi avresti capito, come mi hanno capito tutti coloro ai quali ho parlato al posto tuo. Come non mi hanno giudicato ma compreso. Come mi sono stati accanto fase dopo fase, giorno dopo giorno, paranoia su paranoia, fuga su fuga, resa dopo resa. Forse l'avresti fatto anche tu, con tutte le complicazioni del caso, come altri lo hanno fatto con le stesse complicazioni. Ma tu non c'eri e io non ero disposta a cercarti, io ti odiavo e un pò ti odio tutt'ora, perché te n'eri andata e mi avevi tagliato fuori dalla tua vita. Ero certa che non saresti più tornata. E invece l'hai fatto. Ma l'hai fatto troppo tardi. Quando ad andarmene ero già stata io. Ti odiavo e un pò ti odio tutt'ora, ma riesco a farlo solo un pò. Era del tutto fino a stamattina, ma poi ho fatto una cosa che avevo giurato di non fare più. L'averti intravista mi aveva messo i grilli in testa, io dovevo sapere e dovevo capire. Allora ho letto quello che hai scritto.
Ho letto delle tue lacrime e della tua disillusione, ho letto quello che era accaduto e la tua decisione, ho immaginato ogni frase da te scritta, ogni gesto che dicevi di fare, ero accanto a te e ai vestiti nel sacco, ero seduta sul tuo letto mentre piangevi piano, ti toccavo la spalla in segno di conforto davanti alle fotografie dei sei mesi precedenti. E tutto l'odio che provavo e che credevo mi sarebbe rimasto a vita, se n'è semplicemente andato all'istante. Forse non ho nessun diritto di provare queste cose, forse devo semplicemente rassegnarmi alla parte del mostro che mi è stata assegnata senza appello, forse devo soltanto tenere la testa alta davanti all'ennesimo segno di disprezzo, forse devo davvero cancellare tutto quello che c'è stato. Ma non voglio farlo. Non voglio cancellare il bene che ti volevo e che forse ancora ti voglio, senza alcuna spiegazione logica. Non voglio cancellare tutto quello che abbiamo condiviso. Non voglio farlo, e non posso farlo: è grazie a tutto quello se sono quello che sono.
Probabilmente verrò condannata di nuovo, e non ho intenzione di dire che non me lo meriti. Chi è senza peccato scagli la prima pietra no? E io sono troppo stronza per non averne. Ma, sai come si dice, anche il diavolo può piangere. E il fatto che oggi sia successo non significa assolutamente niente. Dovevo solo sfogarmi e scrivere queste righe. Nel tuo mondo non c'è più spazio per me.

Adiòs.

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martedì, 05 maggio 2009




La televisione di Cerveza sogna un mondo migliore.

La tv della cucina di Cerveza -il luogo dove ci si lobotomizza per eccellenza- si è rotta. Cioè, si vede ancora, ma si è mezzo fuso il tubo catodico (o qualche altro componente, non è che Cerveza ripara televisioni per mestiere) e trasmette tutti i colori sfalsati. Cerveza è sempre rimasta affascinata dal funzionamento della televisione e, sebbene gliel'abbiano spiegato molte volte, proprio non riesce a farselo entrare in testa. Resta solo sconcertata da come sia possibile che un'invenzione del genere (che a lei non sarebbe passata nemmeno per l'anticamera del cervello) esista e funzioni. La televisione di Cerveza, come tutti gli animali e gli elettrodomestici entrati in casa sua, si è umanizzata, e si è rivelata sorprendentemente di sinistra.
La tv di Cerveza sogna un mondo migliore. Un mondo con il sole viola e il mare verde, un mondo in cui le imposte della pubblicità della Amuchina non sono più di un rosso fuoco stagliate contro un bianco impossibile, accostamento che le ha sempre ricordato la morbosità degli ospedali, ma di un blu elettrico che la rilassa. La tv di Cerveza sogna un mondo in cui gli alberi sono rosa e lo sfondo del TG3 manda bagliori molto hippie (fucsia, verde acido, giallo). Un mondo dove le tende dei terremotati d'Abbruzzo sono rosa shocking, un mondo dove il parrucchino di Berlusconi è magenta, un mondo dove l'incarnato è di un pallido azzurro che ricorda il bagliore lunare. Un mondo dove le cravatte dei leghisti sono del rosso più bolscevico possibile.
Mi sa che non lo cambierà mai.

Another world (of colours) is possible!

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martedì, 28 aprile 2009



(Nota divertente che non c'entra nulla con il post a seguire: Madre di Cerveza, prima che diventasse cattolica -nessuno è perfetto- aveva una calamita che Cerveza adorava. Era sempre attaccata nella porta della lavanderia, e bimba Cerveza rideva sempre quando la vedeva. Era un rettangolo con la foto del su mostrato Christopher Lambert. E sotto la scritta "Ovunque proteggimi". Che genialata.)


Ne resterà soltanto uno.

Il fatto è che con la chiavetta vodafone posso star connessa solo 3 ore al giorno. E sono poche, mi bastano appena appena per controllare facebook (ebbene si, Cerveza non si fa mancare nemmeno un social network).
Quindi non mi viene di scrivere post. Proprio, non ci arrivo. Ma non posso lasciar morire il blog (anche se, vedo, con tutto che lo visito solo una volta al giorno e non aumenta il counter dei commenti, quello delle visite schizza a mille, una sessantina al giorno. Come mai ah? XD)
Oggi Cerveza scrive perchè sta male.
Ma non male cosmico eh? Ha il raffreddore e la tosse -.-
In un vecchio post (che ora mi secco ad andare a cercare per linkarvelo, ma fidatevi: c'è.) Cerveza aveva accennato al suo rapporto con le malattie. Adesso (meglio tardi che mai) lo approfondirà.
Innanzitutto bisogna ricordare che per Cerveza e la sua famiglia le malattie non esistono, sono invenzioni delle case farmaceutiche per far soldi con gli ipocondriaci. La febbre a 40° può essere solo "un pò di debolezza" e comunque non è una buona scusa per stare a letto.
La famiglia di Cerveza è longeva e tutti muoiono di morte naturale, nonostante siano tutti fumatori accaniti, alcolisti famosi, aspirapolveri a tavola.
La famiglia di Cerveza non va mai dal dottore, nè in ospedale, che "quelli ti ammazzano". Fanno le analisi del sangue due volte l'anno ma non perché vogliono controllarsi, ma solo per dare un pò di brivido alla loro vita.

Fratello di Cerveza: "Ommioddio il mio livello di sodio è di 7.4 anzichè 7.6!"
Cerveza: "Morirai. Sappilo."
Se chiedeste a Cerveza "Come stai?", anche se in quel momento avesse le coliche renali e una polmonite fulminante con contorno di febbre a 42° e caviglia slogata, vi sorriderebbe e vi direbbe "Tutto bene, grazie. Vogliamo parlare della situazione del debito pubblico?"
La famiglia di Cerveza è composta da Highlander, ebbene si.
L'altra sera, ad esempio.
Cerveza era uscita con Fidanzato (ho deciso che d'ora in poi lo chiamerò così nel blog), ei fu comesucculente e il consorte di quest'ultima. Scopo della serata era guardarsi un film, ma invece i nostri 4 pensarono bene di andare a procacciare del cibo, e chi s'è visto s'è visto. E la meta fu -mi vergogno persino a scriverlo- il Mc Donald. Ora ci vorrebbe una digressione su quanto Cerveza detesti il Mc Donald per un milione di motivi (anche se le patatine fritte sono qualcosa di incredibilmente buono), ma già mi sta costando fatica finire sto post tra uno starnuto e l'altro, che se non fosse che "ormai l'ho cominciato" me ne sarei andata; Cerveza odia il Mc Donald ma il perchè non vi è dato saperlo, oh! Dicevamo.
Dopo due Mc Toast e due porzioni grandi di patatine fritte (aveva un pò fame), il cibo ingerito in quel luogo infausto pensò bene di causarle un blocco intestinale. Per chi l'ha mai provato e sa quanto doloroso può essere sentire il proprio intestino che smette di funzionare, con tutte le conseguenze derivanti, sa cosa significhi.
Cerveza, che nel frattempo aveva raggiunto il luogo dove gli altri amici stavan guardando il film in attesa del loro arrivo, si è limitata a sussurrare un "Sono fuori a prendere un pò d'aria" a Fidanzato, dopo di che è uscita -sempre dignitosamente e con il sorriso sulle labbra- cercando di mascherare il dolore lancinante allo stomaco e la nausea che si impadroniva sempre più di lei. Purtroppo non aveva considerato le reazioni involontarie del suo organismo, e il pallore cadaverico del suo volto non era andato giù ai suoi amici, che la seguirono fuori. Sebbene il dolore fosse simile e prossimo alle doglie, Fidanzato e amici, non appena uscirono, trovarono una Cerveza che respirava un pò a fatica si, ma che non faceva nemmeno una smorfia di dolore e aveva il suo solito sguardo languido e tranquillo. Solo dopo molti, molti, molti tentativi di farla parlare Cerveza ammise di "non sentirsi molto bene", e la sua recita avrebbe potuto funzionare ancora se ad un certo punto il suo organismo, viscido traditore, non avesse deciso che il dolore era un pò troppo e quindi era il caso di svenire.
-Cerveza sviene in modo plateale, molto dama dell'800-
-E comunque non è che non diceva che stava male per fare la forte (perchè Cerveza E' forte), ma voleva evitare preoccupazioni inutili e, soprattutto, evitare di mostrarsi debole in pubblico. Ama stare al centro dell'attenzione, ma non per queste cose, per dio.-
Difatti, Fidanzato, che la sorregge subito e tenta di farla riprendere, si preoccupa fino all'inverosimile e non le consentirà di camminare con le sue gambe per tutta la sera -si lo so, romantico, ma anche che strazio. In fondo stavo benissimo!- comesucculente e compagnia cantante entrano subito in azione -bagnale la faccia, anche i polsi, comesucculente mi stai facendo la doccia!, fatela respirare fatela respirare, forse è meglio se sta coricata, andiamo al prontosoccorso!- e Cerveza, grata al suo intestino che nel frattempo ha ripreso a funzionare, si libera dalle grinfie dei suoi salvatori e alza le mani al suono di "Non è nulla, non è nulla, sto bene." Si volta verso la telecamera e dice "Bambini, non imitatemi. Non ci riuscireste", sorriso a trentaduedenti, e adesso pubblicità.
Cerveza e la sua famiglia sono così. Hai la febbre? Non metterti a letto che sennò ti sale ancora di più! Ti sei slogata la caviglia? Camminaci, camminaci e passa tutto! Hai l'influenza? Ma solo tu potevi avere degli anticorpi così fasulli da prendertela! Hai dolori mestruali che ti spaccano in due lo stomaco? Beviti un bicchierino di baileys e passa tutto!
Ma adesso fermi tutti e stop alle telefonate, datemi il grafico del televoto e una fottutissima aspirina, perché giuro che se starnutisco ancora una volta vado in bagno e mi impicco sul bidet urlando "Jambalaya".
Odio stare male, lo odio.
Grrr.

Adiòs!







(Etciù)

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martedì, 21 aprile 2009




Shhhhhhhhhhhhhh.


Cerveza ha ripreso a scrivere.
E si è data al fantasy.
Non pensava di avere così tanta fantasia.
Quando troverà un titolo, la pubblicherà su Born Writer.
Nel frattempo, shhhhhhhhhhhhhhhh.


Adiòs!

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sabato, 11 aprile 2009




Primo assioma fondamentale di Cerveza.

In vino veritas.
In sangue caritas.
In scarpe adidas.
In doccia badedas.
E in culo un ananas.


Certo che quando bevo sono troppo raffinata.

Adiòs!

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martedì, 07 aprile 2009




Cerveza presenta "Le cose da non fare mai a letto. O cinque minuti prima. O cinque minuti dopo."

A parte la filmografia (vedi il chiamare il pene "principessa Sofia" in "Come farsi lasciare in 10 giorni) e le varie frasi che improbabili decaloghi via internet propinano (Hai chiuso il gas?; La casa è a norma antisismica?; Sono briciole o è una malattia venerea?) Cerveza vi racconterà alcuni aneddoti di vita vissuta (alcuni suoi, altri conosciuti per gentile concessione della sfiga sentimentale dei suoi amici). Tutto vero, niente di inventato.
Procediamo.

Una donna a letto non deve MAI:
Chiamare l'organo sessuale del suo compagno con epiteti di confermata ridicolezza come: cippi picci, bastoncino, pappagallino, piccolino, stanghetta, pinguino, cioccolatino. La virilità del suddetto ne uscirebbe terribilmente scalfita, e l'attrazione per la donna pronunciatrice di tali blasfemie si ridurrebbe drasticamente.

Un uomo a letto non deve MAI:
Interrompersi ogni cinque minuti per chiedere "Ti sta piacendo?" e concludere ogni prestazioni con frasi del tipo "Che voto mi daresti da 1 a 10?; Nessuna si è mai lamentata!; E il tuo ex quanto durava?; Sei rimasta impressionata eh?!; Svegliami quando te ne vai." E, soprattutto, per piacere, per piacere, almeno un sorriso, uno sguardo complice, un gemito, un dimostrare che vi sta piacendo! Non è semplicemente svuotarsi i coglioni e concludere con un "Mh." secco. Fare sesso non è né un quiz a premi, né (ebbene si, tenetevi forte) qualcosa di cui vantarsi con gli amici al baretto. Rendete la donna partecipe, per dio!

Una donna a letto non deve MAI:
Stare ferma, immobile e zitta, o mettersi a parlare del prodotto interno lordo della Cina. Quell'essere che si muove sopra (sotto, dietro, di lato) di voi sta facendo uno sforzo: Ricompensatelo! E imparate anche a coordinare i movimenti: non è il caso di farvi crollare addosso una libreria con un colpo di ginocchio. (Capitano anche queste cose XD)

Un uomo a letto non deve MAI:
Svilire la propria virilità usando, nel bel mezzo di un focoso amplesso, nomignoli idioti da attribuire alla partner o a parti del corpo di essa. Banditi quindi: coniglietta, cucciolotta, bambolina, fiorellino, zuccherino, pallina o cuoricino. Siate uomini, e che cazzo! Oppure, per contro, lasciarsi trasportare un pò troppo: della serie "prendilo tutto lurida puttana" XD. Ed evitate, una cosa che ho scoperto fanno in molti, di chiamare la donna per nome. Cioè, per dirla oxfordiana, è sotto di te e te la stai ingroppando, cosa la chiami per nome??

Io mi fermo qua, se c'è qualcuno che vuole aggiungere qualcosa poi stampiamo un libro XD

Il sesso è un gioco si, ma come tale ha anche delle regole che van prese seriamente, per dio!


Adiòs!

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giovedì, 02 aprile 2009




Ogni tanto appaio, proprio come i fantasmi.

Allora, fans e gente-che-odiandomi-fa-aumentare-il-counter-di-visite-e-commenti, come va? La vostra Cerveza manca da un mese in questo blog ma, giuro, non è stata colpa sua. E' che la Madre di Cerveza ha deciso di sperimentare nuovi rimedi per sfuggire alla crisi e la vostra eroina si è ritrovata da un giorno all'altro senza internet e telefono. Devo dire che le è giovato però, ha finito tutti i libri che erano in attesa di essere letti da due anni a questa parte. Adesso Madre, mossa da pietà verso la figlia, le ha portato in dono pasquale una internet key, ed eccola tornare a voi come i virus intestinali che restano in incubazione mesi interi e poi, nel momento meno opportuno, esplodono in crampi e fitte.
Mi sono appena paragonata ad un virus intestinale, ma vabè, c'è in giro chi dice di peggio XD

Cos'è accaduto in questo mese? Talmente tante cose, e cose talmente intense, che 30 giorni sono stati per lei come 10 anni. Non è che le sono spuntate le rughe e le si è allargato il punto vita, non lo sa nemmeno lei come sia possibile una cosa del genere, perché il suo cervello e le sue sensazioni abbiano iniziato a galoppare così in fretta. Sarà l'intensità dei momenti, sarà l'attesa spasmodica che la consuma durante il giorno sognando la sera, sarà che da troppo tempo non si fa una canna, ma le cose stanno così. Chi segue questo blog da abbastanza tempo sta leggendo adesso di una Cerveza inedita. Che si, magari conserva un pò del suo acido e del suo sarcasmo, che si, è sempre forte e battagliera, ma per la prima volta è senza barriere e senza maschere. Senza trucco e senza inganno. Come mai?
La spiegazione è la più banale e ovvia: ama.
Ama davvero, dopo cinque anni che non provava sentimenti simili. Dopo che aveva rinunciato a sentimenti simili. Dopo che aveva iniziato a credere che sentimenti simili non esistessero, che se mai li aveva provati, era stato solo il frutto della sua fervida immaginazione da 16enne.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi.
Per la prima volta in vita sua lascia che sia un'altra persona a prendersi cura di lei. Una cosa che ha l'effetto di una revolverata in piena faccia.
Ha sciolto la più dura delle sue leggi e la più impietosa delle sue restrizioni senza nemmeno pensarci un attimo. Forse senza nemmeno accorgersene. Quello che pensava le fosse precluso, quello che guardava con ansia e orrore, quello che non voleva vedere voltando il capo dall'altra parte e ridendoci su, credendo che non facesse per lei, le ha dato un colpo alla nuca così forte da stordirla, da lasciarla senza fiato, e quando ha rialzato di nuovo la testa c'era una mano davanti a lei per aiutarla a rialzarsi, e uno sguardo che le mostrava come un giardino incantato tutto quello che prima allontanava.
Ecco, Cerveza è cambiata. In un modo sottile e infinitesimale, un sassolino nell'oceano. Ma un sassolino abbastanza grande da far crollare tutte le barriere architettoniche costruite dentro di lei, quelle stesse barriere che la mantenevano vigile e pronta a graffiare al minimo accenno di pericolo.
Adesso tutto questo non c'è più, al suo posto solo un sorriso, quello che non si leva più dal suo volto, e una promessa al suo dito, quella di una vita insieme, in ogni paese e ad ogni costo, ovunque e con qualunque mezzo, attraverso giorni di buona fortuna e di festa, attraverso giorni di mare agitato e tempesta, attraverso gli anni, le strade, gli oceani e le terre, attraverso momenti felici, le gioie, i pianti e le guerre.

Quando inneggi alla rivoluzione non scordarti mai che la prima cosa da rivoluzionare è te stesso.


Adiòs.

Scritto con una sigaretta in mano e con il sopracciglio destro alzato dalla vostra Cerveza alle 16:52
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martedì, 03 marzo 2009

Finiamola qua.

Cerveza ha un carattere particolare. E' in grado di pagare per i suoi errori se pensa di averne fatti, e lo fa a testa alta. E sempre nella stessa posizione sa affrontare qualsiasi discussione, sia che le si vada contro, che a favore. Ma c'è una cosa che Cerveza non può tollerare: la gente che non ascolta nemmeno ciò che ha da dire e non ha le palle di dirle le cose in faccia. E, sopporta ancora meno, chi non sa un emerito cazzo delle cose e parla a sproposito. Quindi, fatevi un favore: ditele le cose in faccia se ne avete le palle, oppure tacete, che farvi duecento lire di cazzi vostri male non vi fa, ed eviterete di incorrere nella sua ira funesta...vi assicuro che non sarà una cosa piacevole.

Detto ciò, Cerveza deve raccontare cosa è accaduto, come sia possibie che in un giorno abbia rivoluzionato l'intera sua vita. E, con il permesso di LaCapa, lo spiegherò con un brano di Alessandro Baricco.

"-Schifezze.
- Cosa sono le schifezze?
- Sono cose che nella vita non bisogna fare.
- E ce n'è tante?
- Dipende. Se uno ha tanta fantasia, può fare molte schifezze. Se uno è scemo magari passa tutta la vita e non gliene viene in mente nemmeno una.
La cosa si complicava. Pekish se ne accorse. Si tolse gli occhiali e lasciò perdere Jobbard, i tubi e le altre storie.
- Mettiamola così. Uno si alza al mattino, fa quel che deve fare e poi la sera va a dormire. E li i casi sono due: o è in pace con se stesso, e dorme, o non è in pace con se stesso e allora non dorme. Capisci?
- Si.
- Dunque bisogna arrivare alla sera in pace con se stessi. Questo è il problema. E per risolverlo c'è una strada molto semplice: restare puliti.
- Puliti?
- Puliti dentro, che vuol dire non aver fatto niente di cui doversi vergognare. E fin qui non c'è niente di complicato.
- No.
- Il complicato arriva quando uno si accorge che ha un desiderio di cui si vergogna: ha una voglia pazzesca di qualcosa che non si può fare, o è orrendo, o fa del male a qualcuno. Okay?
- Okay.
E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa?
- Già.
- Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola li la schifezza.
- Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza?
- No. Ma sta' attento: dato che non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi si paga. E' solo questo davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.
Pehnt stette un po' a pensare.
- Ma quante volte lo si può fare?
- Cosa?
- Fare schifezze.
- Non troppe, se si vuole riuscire a dormire ogni tanto.
- Dieci?
- Magari un po' meno. Se sono vere schifezze, un po' meno.
- Cinque?
- Diciamo due. poi se ne scappa qualcun'altra.
- Due?
- Due."

Ed è esattamente ciò che è accaduto a Cerveza. Lei, la cui morale era a prova di bomba, lei, la cui forza di volontà piegava l'acciaio, lei, la cui onestà era limpida e cristallina, lei, i cui sentimenti erano congelati da cinque anni.
Cerveza ha capito che i desideri "non si può prenderli in giro più di tanto". Cerveza ha capito che con la volontà poteva fare tutto, ma quando le sue forze vennero a mancare, quando non ce la fece più ad andare contro se stessa, quando pur di non ferire chi le stava intorno si teneva la gastrite nervosa che le stava divorando lo stomaco, quando il giorno del suo compleanno i pensieri inespressi e i desideri insoddisfatti le levarono il sonno, capì che non poteva più continuare ad andare avanti così. E allora che fare? Sparire da tutti e tutto, o scatenare una guerra?
Sparire da tutto e tutti. Ecco la scelta che aveva preso. Ha iniziato troncando la storia con il suo ragazzo, quello che l'accompagnava da due anni e che tante cose belle, ma altrettante brutte, le aveva regalato. Aveva capito di non provare più i sentimenti che avrebbe dovuto provare, aveva capito che dopo un anno e mezzo passato a tenere da sola un rapporto, si era arresa e non aveva più voglia e forza per continuare. Si, sparire era la cosa più giusta.
Ma durante una conversazione possono accadere tante cose. Può accadere di iniziare a parlare del più e del meno, per finire con il confessare a quella persona con cui si sta parlando che si, è vero, c'è altro dietro al fatto di aver lasciato lui. C'è la voglia di sparire per non cadere in tentazione, anche se, come si suol dire, il frutto proibito è quello più dolce. E una parola tira l'altra, e per ogni frase che inizio io la fine è scritta da te, e per ogni frase che inizi tu la fine la scrivo io. E una parola tira l'altra e capisco che anche tu provi per me quello che provo io, e non riesco a odiarmi quanto dovrei perchè in quel momento sono troppo felice per pensare ad altro, e non so nemmeno il perchè. E una parola tira l'altra, e me lo diresti se fossimo vittime di uno scherzo vero? Perchè? Perchè sembra tutto troppo irreale per essere vero... Ma irreale bello, o irreale brutto? Purtroppo bello... Allora non te lo direi...
E Cerveza scappa via, perché quello che sente non lo prova da cinque anni, e non è possibile che lo stia provando adesso, all'improvviso, e con una persona che non appartiene a lei, ma a un'altra. Cerveza scappa via perchè lei non può fare queste cose, lei non le ha mai fatte, non è giusto, non posso, smettila di guardarmi così e fammi andare via.
Ma le parole non le uscivano di bocca. Perchè "non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti." E se fosse vero che "i desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto?". Forse "vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desiderio". D'accordo, forse si. Ma perchè dovrei farlo? Perché ti amo. Si, in effetti questa mi sembra una giusta motivazione. E io? Io ti amo? Ma è possibile? Dopo tutto questo tempo? Di già?
Beh.
Sì.
E allora? Allora che facciamo? "solo questo davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante."
D'accordo. Lo faremo. E lo faremo insieme. Proprio come abbiamo intenzione di rimanere fino al momento in cui non starai più ore a guardarmi negli occhi e sorridere, fino al momento in cui il mio corpo non sarà modellato per le tue braccia, fino al momento in cui non ti sentirò sospirare ogni volta che mi baci, fino al momento in cui smetterò di amarti in modo così assurdo e irrazionale, e di vedere la stessa risposta rivolta verso di me.
Pagheremo, paghiamo, abbiamo pagato.
Con i diretti interessati a cui non importa nemmeno sentire una parola di scusa, a cui interessa soltanto puntare il dito contro. E ben venga. E ben venga il fango gettato addosso, e ben vengano le calunnie, e ben vengano gli sproloqui gratuiti degli sconosciuti.
Pagheremo, paghiamo, abbiamo pagato.
E ti amo. E mi ami.
E dimmi cos'altro importa.

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sabato, 28 febbraio 2009






Qualcosa bolle in pentola.
Cerveza sta per stravolgere la sua vita. E anche quella di alcune persone che le stanno attorno.

L'imprevisto le è piombato addosso e lo ha accettato, costi quel che costi.


Il gioco vale la candela.


(Presto dirò a cosa mi riferisco).

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venerdì, 20 febbraio 2009




Eppi Birdei tu mi XD

Sono vecchia -.-

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Cerveza's rules


Solo per voi, il mio blog di storie:
Born Writer



E giĂ  che ci sono, ricordo a tutti coloro che copiano qualcosa da questo o dall'altro blog, che moriranno di cancro. Saluti festosi.

Me

Susanna Sicali

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Sono fondamentalmente una sognatrice frustrata. Sono una "Gaminè impertinente", a volte esibizionista a volte scazzata. Sono una gatta che vorrebbe essere una fata. Cerco in qualche posto le ali che ho perso. Sono ironica, sfociante spesso nella crudeltà e nel cinismo. Sono una sorpresa, un miraggio: nessuno capirà mai veramente la mia mente contorta. Sono una stupida che ha capito fin troppo. Sono una grandissima puttana e una perfetta suora. Posso essere la vostra migliore amica o la vostra peggior nemica: non conosco vie di mezzo. Sono lunatica, spesso allegra molte volte triste, anche se non ce n'è alcun motivo. Desidero essere speciale per qualcuno, essere amata nel modo in cui ho letto infinite volte in centinaia di libri, ricevere quel "grazie" che aspetto da tanto tempo. Sono un esempio della mancanza di certezze della mia generazione. Sono colei che non smetterà mai di sognare, e colei che non lascerà mai in pace chi ha smesso di farlo. Mi piace la sfida, odio le cose facili: voglio mettermi sempre in gioco e dimostrare quello che valgo e quello che sono capace di fare. Sono una ribelle insoddisfatta. Vorrei cambiare il mondo, ma poi penso che "è solo un'utopia". Non sono mai stata completamente felice, ma questo penso la maggior parte di voi. Sono una come tante, ma soprattutto una come poche. Do tutto, ma chiedo tutto. Sono un folletto e una comica. Sono una cioccolattomane accanita fumatrice che non ha intenzione di smettere. Sono una siciliana D.O.C. e me ne vanto immensamente. Sono un'hippie del 2000. Sono colei che vuol vivere tutto appieno. Se dovessi essere un sentimento sarei lo struggimento. Se dovessi essere un colore sarei il rosso. Se dovessi essere una pietra sarei un diamante. Se dovessi essere un elemento sarei la pioggia. Sono mediocre e a volte sublime. Sono scontata e originale. Ho un mio perché. Sono fermamente decisa ad avere una vita meravigliosa. Sono comunista e fiera di esserlo. Sono un'amante della trasgressione che ha un suo rigido codice morale. So di poter camminare fieramente a testa alta e non ho intenzione di smettere di farlo. Rimango onesta anche quando gli altri giocano sporco, e questo forse è un male. Sono colei che ha smesso di sperare in un bel futuro ma non vede l'ora di vedere cose le riserva la vita. Io sono la prima e l'ultima.

Quiero

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Beh, Facciamo un censimento. Amo le fate (e il mio tatuaggio ne è un chiaro segno), le margherite, il verde bosco, le cose che luccicano (sono la reincarnazione di una gazza ladra :P), la luna, la cioccolata (preferibilmente al latte con le nocciole, gracias), lo spagnolo (e gli spagnoli), ballare, scrivere, i vampiri, la politica, dormire cullata dal suono della pioggia, l'odore di benzina, le marlboro light al mattino (ma anche in qualsiasi momento della giornata ora che ci penso), leggere, stupire tutti attorno a me, la mia città, la mia ironia e autoironia, la mia perfidia e la mia cattiveria, il riuscire a distruggere la gente solo con le parole, i miei capelli, l'autunno, il giornalismo, il mio mare, la mia cagnolina, i film che ti lasciano un segno, l'arte gotica e quella classica, gli abbracci senza parole, il romanticismo al momento giusto, i baci passionali, le farfalle e le libellule (i miei animali preferiti), la birra, il tramonto, la notte, Il favoloso mondo di Ameliè, Dylan Dog, e soprattutto Johnny Depp.

Deploro

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Illudermi. Preferisco credere il peggio e restare sorpresa, piuttosto che sperare il meglio e rimanere delusa. I sogni che esistono per non realizzarsi mai, le persone ignoranti, le persone presuntuose, quelle che fanno vittimismo incondizionato e teatro in maniera deprecabile, i fascisti-nazisti-emo-fighetti/e-le darkettone/punkettone faglie che si combinano da clown per attirare l'attenzione e non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, la matematica, quelli che dicono "ho ragione io", la gente che si dimentica di te, gli individui che non sanno stare al loro posto, la gente per cui hai dato tutto e che non ha mai detto grazie, chi ha tradito, chi si è comportato con vigliaccheria, chi non mi dice le cose in faccia, chi parla senza sapere niente e mi fermo qua perché volevo fare la filantropa ma di sto passo la lista delle cose che mi stanno sul cazzo sarà più lunga di quella delle cose che amo =P

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Andiamo con ordine va:
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Eva Luna Racconta

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"Ti toglievi la fascia della vita, ti strappavi i sandali, gettavi in un angolo l'ampia gonna, era di cotone, mi sembra, e scioglievi il nodo che ti stringeva i capelli in una coda. Avevi la pelle d'oca e ridevi. Eravamo talmente vicini che non potevamo vederci, assorti entrambi in quel rito urgente, avvolti nel calore e nell'odore che emanavamo insieme. Mi aprivo il passo per le tue vie, le mie mani sulla tua vita protesa e le tue impazienti. Sfuggivi, mi percorrevi, mi scalavi, mi avvolgevi con le tue gambe invincibili, mi dicevi mille volte vieni con le labbra sulle mie. Nell'attimo estremo avevamo un bagliore di completa solitudine, ciascuno perduto nel proprio abisso rovente, ma subito risorgevamo al di là del fuoco per scoprirci abbracciati nel disordine dei guanciali, sotto la zanzariera bianca. Ti scostavo i capelli per guardarti negli occhi. Talvolta ti sedevi accanto a me con le gambe raccolte e il tuo scialle di seta su una spalla, nel silenzio della notte che iniziava appena. Così ti ricordo, in quiete." Isabel Allende, Eva Luna Racconta.

"Ti voglio raccontare una storia" disse Zedka. "Un potente stregone, con l'intento di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell'acqua, sarebbe diventato matto. Il mattino seguente, l'intera popolazione andò al pozzo a bere. Tutti impazzirono, tranne il re, che possedeva un pozzo privato per sè e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato, il sovrano tentò di esercitare la propria autorità sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica. I poliziotti e gli ispettori, che avevano bevuto l'acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e decisero di non rispettarle. Quando gli abitanti del regno appresero il testo dei decreti, si convinsero che il sovrano fosse impazzito, e che pertanto ordinasse cose prive di senso. Urlando, si recarono al castello, chiedendo l'abdicazione. Disperato il re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli 'Andiamo alla fonte e beviamo quell'acqua. In tal modo saremo uguali a loro.'. E così fecero: il re e la regina bevvero l'acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso. Nel frattempo i sudditi si pentirono: adesso che il re dimostrava tanta saggezza, perchè non consentirgli di continuare a governare? La calma regnò nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera totalmente diversa dai loro vicini. E così il re potè governare sino alla fine dei suoi giorni." Paulo Coelho, Veronika decide di morire

"Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato, per battere al terzo contro i denti. Lo.Li.Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita" Vladimir Nabokov, Lolita.

"Chiuse le palpebre e l'attirò a sè cercandole le labbra, aprendole in un bacio assoluto carico di promesse, sintesi di tutte le speranze, lungo, umido, caldo bacio, sfida alla morte, carezza, fuoco, sospiro, lamento, singhiozzo d'amore. Le frugò la bocca, ne bevve la saliva, aspirò il respiro, pronto a prolungare quel momento sino alla fine dei suoi giorni, sconvolto dall'uragano dei suoi sensi, sicuro di aver vissuto fino ad allora solo per quella notte stupenda in cui si sarebbe immerso per sempre nella più profonda intimità di quella donna. Irene miele e ombra, Irene carta di riso, pesca, spuma, ah! Irene la spirale delle tue orecchie, l'odore del tuo collo, le colombe delle tue mani, Irene, sentire questo amore, questa passione che ci brucia nello stesso rogo, sognandoti da sveglio, desiderandoti da addormentato, vita mia, donna mia, Irene mia. Non seppe che altro disse, nè quanto lei sussurrò in quel mormorio senza tregua, in quella sorgente di parole all'orecchio, in quel fiume di gemiti e ansimi di chi fa l'amore amando." Isabel Allende, D'amore e d'ombra.

"Sono sicura che, se avessi il buon senso di lasciarlo adesso, sarebbe disperato, e niente mi diverte come un innamorato disperato. Direbbe che sono perfida, e questa qualifica mi ha fatto sempre piacere; dopo quello di crudele, è l'appellativo più dolce all'orecchio di una donna, e anche il più facile da conquistare." Laclos, Le ralazioni pericolose.

"E la guardai, la guardai, e seppi con chiarezza, come so di dover morire, che l'amavo più di qualunque cosa avessi mai visto o immaginato sulla terra, più di qualunque cosa avessi sperato in un altro mondo. Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l'eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo, con grida così forti" Vladimir Nabokov, Lolita

"Ditemi dunque, o patetico spasimante, le donne che avete avuto credete forse di averle violentate? Ma per quanto una donna desideri darsi, per quanto ne abbia una voglia matta, ha sempre bisogno di un pretesto; e quale pretesto piĂą comodo per noi, che quello di cadere fingendo di essere costrette a farlo? La gloria della difesa e il piacere della sconfitta." Laclos, Le relazioni pericolose

"Lassenzio: dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si vorrebbe che fossero. Dopo il secondo bicchiere, si vedono le cose come non sono. Infine, si vedono le cose come realmente sono, e questa è la cosa peggiore del mondo" Oscar Wilde.

"A Margherita Nikolaevna non mancava il denaro. Aveva mezzi per comprare tutto quello che desiderava. Fra i conoscenti del marito le capitava di incontrare anche persone interessanti. Non aveva mai toccato un fornello. Non conosceva gli orrori della coabitazione. Insomma... era felice? Neanche per un minuto lo era. Dacché s'era sposata, a diciannove anni, ed era capitata in quella palazzina, non aveva mai avuto un momento di felicità. Dio mio! Che cosa voleva, questa donna? Che cosa voleva questa donna che aveva gli occhi sempre accesi di una fiamma indecifrabile? Che cosa voleva questa maga, con un occhio leggermente strabico, che quel giorno di primavera s'era ornata di mimose? Non lo so. Evidentemente diceva la verità: aveva bisogno di lui, del Maestro, e non della palazzina gotica col giardino, né del denaro. Lo amava, diceva la verità." Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita.

"Peccato che Allah, Geova, Dio -quale che sia il suo nome- non fosse vissuto nel mondo di oggi. Perché in tal caso, noi ci troveremmo ancora in Paradiso, mentre lui dovrebbe rispondere a ricorsi, appelli, rogatorie, prediche, mandati, preliminari, cercando di spiegare in numerose udienze la propria decisione di scacciare Adamo ed Eva dall'Eden, solo perchè avevano trasgredito a una legge arbitraria, priva di fondamento giuridico: 'Non mangiare il frutto del bene e del male'. Ma se lui voleva che ciò non accadesse, perchè aveva piazzato quell'albero al centro del Giardino, e non fuori dalle mura del paradiso? Se fosse stata chiamata a difendere la coppia, Mari avrebbe sicuramente accusato Dio di "omissione di atti d'ufficio": non solo aveva messo l'albero nel posto sbagliato, ma non si era nemmeno premurato di collocare tutt'intorno avvisi e barriere; non aveva adottato le più elementari misure di sicurezza, esponendo chiunque passasse al pericolo. Mari avrebbe anche potuto accusarlo di "istigazione a delinquere": aveva attirato l'attenzione di Adamo ed Eva sul punto esatto in cui si trovava l'albero. Se non avesse detto niente, intere generazioni sarebbero passate su questa terra senza che nessuno si interessasse al frutto proibito, visto che doveva trovarsi in un bosco, fitto di alberi perfettamente identici, e quindi privi di qualsiasi valore specifico. Ma Dio non agì in questo modo. Al contrario, scrisse la legge e trovò il modo di convincere qualcuno a trasgredirla, per poter inventare il castigo. Sapeva che Adamo ed Eva avrebbero finito per annoiarsi di quella perfezione e che, prima o poi, avrebbero messo alla prova la sua sapienza. Rimase ad aspettare. Forse anche lui, il dio onnipotente, era annoiato che le cose funzionassero in modo perfetto: se Eva non avesse mangiato la mela, che cosa sarebbe accaduto di interessante in questi miliardi di anni? Niente" Paulo Coelho, Veronika decide di morire

"Ho bisogno di avere questa donna, per salvarmi dal ridicolo di esserne innamorato; dove non conduce, infatti, un desiderio contrastato? Oh, godimento delizioso! T'imploro per la mia felicità e soprattutto per la mia pace. Qual fortuna per noi che le donne si difendano così male. Accanto a loro saremmo solo dei timidi schiavi. In questo momento provo per le donne facili un sentimento di riconoscenza, che mi porta naturalmente ai vostri piedi. Mi ci prosterno per ottenere il vostro perdono e metto fine a questa lettera troppo lunga. Addio, mia bellissima amica: senza rancore." Laclos, Le relazioni pericolose.

"L`indomani, si preparò con la massima cura, indossando un vestito che la madre le aveva cucito per l`inizio della scuola; poi uscì, ringraziando il Signore perché finalmente le vacanze erano finite. Ma il ragazzino non comparve. Trascorse un`intera, angosciosa settimana, fino a quando lei venne a sapere, da alcuni compagni, che si era trasferito in un`altra città. "Se n`è andato lontano," disse qualcuno. In quel momento, Maria imparò che alcune cose si perdono per sempre. Apprese inoltre che esisteva un posto chiamato "lontano", che il mondo era vasto e il suo paese piccolo, e che le persone più interessanti finivano sempre per andarsene. Anche lei avrebbe voluto partire, ma era ancora troppo giovane. Guardando le strade polverose del paesotto dove abitava, decise comunque che un giorno avrebbe seguito i passi di quel ragazzino. Nei nove venerdì successivi, secondo un`usanza della sua religione, fece la comunione e chiese alla Vergine Maria di portarla via da lì, un giorno. Per qualche tempo soffrì, cercando vanamente di avere notizie del ragazzino, ma nessuno sapeva dove si fossero trasferiti i suoi genitori. Maria cominciò allora a pensare che il mondo fosse troppo grande, e l`amore troppo pericoloso, e che la Vergine fosse una santa che dimorava in un cielo distante e non si curava di ciò che chiedevano i bambini." Paulo Coelho, 11 minuti

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